Relazione FIGC sul calcio italiano: i dati su stranieri, giovani e sostenibilità
Risposta breve: la relazione pubblicata dalla FIGC l'8 aprile 2026 descrive tre criticità principali del calcio italiano: poco impiego di calciatori italiani e U21, qualità e sviluppo del talento da rafforzare e un equilibrio economico ancora fragile. Nel documento la FIGC riporta, tra gli altri dati, il 67,9% dei minuti di Serie A giocati da calciatori non selezionabili per la Nazionale e l'1,9% dei minuti giocati da U21 selezionabili.
Perché la FIGC ha pubblicato la relazione
La relazione è stata pubblicata dopo la mancata qualificazione della Nazionale italiana al Mondiale 2026. La pagina federale la presenta come un documento per chiarire le competenze di Federazione, Leghe, club e istituzioni e per descrivere problemi che, secondo la FIGC, sono strutturali e non dipendono da un solo risultato sportivo.
Il documento è anche una posizione istituzionale: i dati sono presentati insieme a proposte di intervento e a richiami agli allegati statistici. Per questo è utile separare ciò che la relazione misura dalle soluzioni che la Federazione propone.
Quanti italiani e giovani giocano in Serie A
Uno dei passaggi centrali riguarda il bacino disponibile per la Nazionale. La FIGC riporta che, nell'attuale campionato considerato dalla relazione, i calciatori non selezionabili per l'Italia hanno disputato il 67,9% dei minuti complessivi. La stessa relazione colloca la Serie A al sesto posto peggiore in Europa per questo indicatore, confrontandola con dati attribuiti al CIES Football Observatory.
Il dato sui giovani è ancora più netto: la Serie A viene indicata al 49° posto su 50 campionati monitorati per la percentuale di minuti giocati da calciatori U21 selezionabili per la Nazionale, con appena l'1,9%.
Questi numeri non significano che ogni calciatore straniero o ogni scelta tecnica sia un problema. Indicano però, nel perimetro statistico della relazione, quanto sia limitato il minutaggio disponibile per costruire continuità tra settore giovanile, prima squadra e Nazionale.
Il problema non riguarda solo il minutaggio
La FIGC collega il tema dell'impiego dei giovani alla formazione del talento e alla qualità tecnica. La relazione cita indicatori su velocità della palla, dribbling, pressing e percorsi dei calciatori formati in Italia. Cita inoltre confronti tra i giocatori italiani e quelli di altre federazioni dopo i tornei giovanili.
Questa parte va letta con cautela: gli indicatori provengono da fonti diverse e hanno perimetri diversi. La relazione li usa per sostenere una tesi complessiva, non per affermare che un singolo dato spieghi da solo la competitività del calcio italiano.
La sostenibilità economica dei club
La seconda area riguarda la solidità finanziaria. La relazione, citando il Report Calcio FIGC 2025, indica che tra il 1986/87 e il 2024/25 sono state escluse dai campionati professionistici per inadempimenti economico-finanziari 194 società, con due riammissioni successive secondo quanto riportato nel documento.
La FIGC riferisce inoltre perdite del calcio professionistico italiano superiori a 730 milioni di euro all'anno. Per le tre stagioni interessate dal Covid, la relazione indica perdite complessive di 3,6 miliardi di euro. Sono numeri attribuiti al Report Calcio e agli allegati richiamati: non vanno trasformati in una stima autonoma o in un bilancio valido per ogni singolo club.
La relazione descrive anche differenze tra Serie A, Serie B e Serie C nell'incidenza del costo del lavoro sui ricavi e richiama un indebitamento complessivo di 5,5 miliardi di euro, con un rapporto debiti/attività dell'80,6% nel dato citato.
Quali soluzioni propone la FIGC
Tra le proposte elencate nella relazione ci sono:
- sostegno alla costruzione o all'ammodernamento degli stadi, anche in vista di UEFA Euro 2032;
- un progetto di rilancio tecnico del calcio giovanile e una migliore formazione degli allenatori;
- rifinanziamento del contributo al calcio professionistico femminile;
- riforma dei campionati di Serie A, B, C e D;
- revisione del settore arbitrale e della relativa governance;
- riconoscimento di uno status fiscale e sociale più adatto alle federazioni sportive.
Il documento precisa però che alcune riforme richiedono un'intesa tra componenti diverse. La pubblicazione della relazione, quindi, non equivale all'approvazione o all'attuazione automatica delle misure elencate.
Che cosa dice davvero il documento
La relazione FIGC è soprattutto una diagnosi istituzionale: mette insieme dati su Nazionale, giovani, club e infrastrutture e li accompagna con un programma di interventi. Il dato più immediato è la distanza tra il minutaggio dei calciatori non selezionabili e quello degli U21 selezionabili; quello economico è la persistenza di perdite e indebitamento nel sistema professionistico.
La lettura corretta richiede di mantenere visibili le fonti citate, l'anno di riferimento e il fatto che alcuni indicatori provengono da allegati diversi. Non è una classifica aggiornata della Serie A e non dimostra da sola l'effetto futuro delle riforme proposte.
FAQ
Quando è stata pubblicata la relazione FIGC?
La FIGC l'ha pubblicata l'8 aprile 2026.
Qual è il dato sugli U21 selezionabili?
La relazione indica l'1,9% dei minuti giocati e il 49° posto su 50 campionati monitorati.
Quanto incidono i calciatori non selezionabili per l'Italia?
Nel dato riportato dalla relazione, hanno giocato il 67,9% dei minuti complessivi dell'attuale Serie A considerata.
La FIGC ha già approvato tutte le riforme?
No. La pagina presenta proposte e progetti; per varie misure servono intese tra le componenti del calcio e, in alcuni casi, interventi istituzionali.
Fonte primaria: FIGC — Pubblicata la relazione sullo stato di salute del calcio italiano.